"Il più grande"

"Il più grande"


Omaggio a Diego Armando Maradona:

Non ho parole per descrivere con precisione cosa significa per me. Quest'uomo che ha reso grande e famoso il calcio argentino, glorioso oggi soprattutto grazie a lui. Quest'uomo che non si è mai nascosto e ha sempre giocato a calcio solo per giocare, senza curarsi delle opinioni degli altri. Quest'uomo che ha fatto giustizia con le sue mani, vendicandosi degli inglesi - con le sue mani? Sí, non è un paradosso, anche se soprattutto si è vendicato con i suoi piedi (e in che maniera!), sí è il giustiziere che ha castigato i ricchi e premiava gli umili, senza dimenticare che la gente paga il biglietto per vedere i calciatori che danno spettacolo e che gli arbitri stanno in campo solo per assicurare che abbia luogo questo spettacolo. Ha fatto tutto questo. Quest'uomo che fa pensare tutto il mondo che Dio si sia reincarnato in un uomo per giocare a calcio; l'unico motivo per dubitare di questa teoria è la mancanza di pietà che ha avuto con gli inglesi, cosa impossibile se consideriamo la grande misericordia di Dio. Ma a volte il dubbio rimane. Quest'uomo che tutti chiamano Pelusa, Dieci, Maestro, Il Migliore, o semplicemente "IL DIEGO".

L'articolo "il" rende il nome diverso dagli altri Diego, che hanno solo avuto l'onore di chiamarsi come lui, niente piú (tutte le persone che si chiamano Diego, se non l'avete già fatto, ringraziate i vostri genitori). Invece Maradona è unico. Perché non ci sono dubbi sul fatto che Diego è unico, infatti non c'è e non ci sarà una persona che possa eguagliarlo. Perché ogni persona, anche estranea al mondo del calcio, sa chi è Diego Armando Maradona, e io - che mi includo tra quanti amano il calcio - dico senza alcun dubbio che Maradona è stato, è e sarà il miglior giocatore che sia esistito sulla faccia della terra. È stato superiore a qualsiasi altro mortale di questo pianeta. Non si è mai vista una persona fare quello che ha fatto lui. E pensare che alcuni osano affermare, e insistono, che sono esistiti calciatori piú forti di Maradona. E io domando: Quali? Pelé? Ma per favore!, Ha sempre giocato insieme a dei mostri come Vavá, Didí, Garrincha, Tostao, Rivelino, Jairzinho, Gerson ecc..., mentre tutto quello che Diego ha fatto, senza mancare di rispetto, l'ha fatto con Carnevale, Romano, Ferrario, De Napoli, Giordano, Garella, Bruscolotti, o se consideriamo la nazionale campione del mondo del 1986, come Zelada, Clausen, Almirón, Batista, Olarticoechea, Giusti, Garre, Trobbiani... Si deve comunque sottolineare che alcuni di questi erano calciatori molto forti, ma sconosciuti a livello internazionale per non avere la classe e l'abilità dei brasiliani menzionati prima. Immaginatevi cosa avrebbe potuto fare Maradona se avesse giocato con quei giocatori del Milan del 1989 come Van Basten e Ruud Gullit. Pelé ha concluso la sua carriera negli Stati Uniti, paese in cui la gente non sa ancora se il pallone da calcio è rotondo o quadrato, mentre Diego non può (e non potrà mai) sentirsi un ex calciatore. Il "Dieci" non può pensare di abbandonare il suo più grande amore: il pallone. Quanta saggezza c'è nelle decisioni di Diego, vi immaginate Romeo che abbandona Giulietta? è impossibile. Oggi Diego non ha più il suo inconfondibile numero 10 sulle spalle, con la maglietta biancoceleste dell'Argentina, però senza dubbio noi sappiamo che è il migliore di tutti e che può sempre ritornare. Pelé non ha mai giocato in un calcio cosí competitivo come quello italiano, invece Maradona non solo lo ha fatto, ma ha anche avuto un rendimento eccellente in un calcio molto più professionistico e difficile di quello dei tempi di Pelé. Anche se ciò non bastasse, è evidente l'invidia che Edson Arantes prova verso Maradona: ogni volta che può parla male di lui; inoltre è nel mondo della politica e questo lo fa diventare un bugiardo. Diego non ha mai prestato attenzione a quello che diceva, e anche per questo si è circondato di molti nemici. Pelé è l'unico che nomino perché, anche se inferiore a Diego, è stato un grande calciatore; è inutile discutere degli altri, perché sono tutti un intero Aconcagua piú giú, l'unico a salvarsi potrebbe essere l'olandese Johann Cruyff. In questi casi è difficile discutere con le altre persone, perché se uno ha ragione al 100%, allora chi non è d'accordo agisce solo perché non vuole ammettere di avere torto.

Maradona è stato il migliore pur giocando quasi sempre in inferiorità di condizioni: ha iniziato in una squadra piccola portandola tra le grandi e anche dopo essere andato via lasciò traccia del suo passaggio nell'Argentinos Juniors che giunse a disputare la finale della Coppa Intercontinentale contro la Juventus. Poi è andato in Italia e ha portato il Napoli in cima all'Europa. E ha fatto tutto questo da solo, era lui che vinceva le partite, non ha mai avuto compagni di grande livello e a ogni modo giocava per gli altri dieci della squadra con grande solidarietà, si potrebbe dire che Diego ERA la squadra.

Diego è stato il migliore anche se era malato, ha sempre giocato con uno svantaggio ma è stato sempre superiore. Allora ci si potrebbe chiedere dove sarebbe potuto arrivare senza la droga: probabilmente tutti si sarebbero convinti che Maradona è stato il migliore. Ma questo è quello che meno interessa perché chi ne capisce di calcio già lo sa. Nessuno può giudicare Maradona per quello che ha fatto, perché nessuno è privo di colpe. È stato vittima di una malattia che ha colpito e continua a colpire moltissime persone, allora perché non aiutarlo? Non solo la gente non lo aiuta, ma continua a disturbarlo continuamente. Per favore, giornalisti argentini: lasciate in pace il nostro piú grande idolo!

Diego è sempre stato il migliore, lo era già a 20 anni e continua a esserlo oggi. Quando andò in Spagna venne pagata una cifra che, nonostante il grande aumento del mercato dei calciatori negli ultimi anni, è ancora una fortuna e uno dei record del calcio argentino. Chissà quanto costerebbe oggi Diego se fosse agli inizi della carriera! Sarebbe sicuramente un numero con moltissimi zeri, che supererebbe di molte decine di milioni di dollari la cifra pagata per l'ingaggio di Ronaldo. Basti pensare che solo poco tempo fa alcuni imprenditori giapponesi hanno offerto una somma di circa 20 milioni di dollari per un Maradona con 36 anni!

È difficile descrivere le caratteristiche tecniche di Diego, per questo motivo cito una grande verità scritta da Juvenal sulla rivista El Gráfico: "La differenza tra il genio e il ricco di talento è che il secondo realizza alla perfezione quello che è già stato inventato, mentre il genio inventa cose che non esistono. Un ricco di talento risolve cose difficili da risolvere e può farlo in modo brillante. Il genio risolve quello che non può essere risolto. Perciò Maradona è stato un permanente generatore di sorprese, uno straordinario artefice dell'insperato, del diverso". Non ci sono dubbi sul fatto che Maradona sia stato cosí: ha avuto, ha e avrà il piede più ricco di talento di tutta la storia del calcio, però ha anche il dono dell'invenzione. Io l'ho visto inventare, con una grande creatività e immaginazione, giocate impossibili, come fare un cross da dove non c'è posto per farlo, fare cross di "rabona" con una precisione sorprendente, gol impossibili per un semplice mortale, tiri sul palo o che sono passati molto vicino e non sono diventati gol che sarebbero oggi ricordati come i migliori della storia (come quella giocata a Wembley nel 1979 o una contro la Colombia nelle qualificazioni del 1985 o tante altre con la maglietta del Napoli) ecc. Altra caratteristica di Diego è la potenza con la quale si liberava dei difensori. Per i suoi avversari è impossibile marcarlo: se alla sua grande tecnica con i piedi aggiungiamo la forza e la velocità nella corsa, è totalmente impossibile. Perciò il peccato peggiore che si posa commettere con Diego è lasciargli il pallone, una volta in velocità è impossibile fermarlo senza commettere fallo. Per non parlare della sua capacità di goleador, anche se Diego non è un goleador nato, come Gabriel Batistuta o Martín Palermo, con le sue caratteristiche gli diventa molto facile essere continuamente un amico del gol e questo lo fa diventare un grande goleador come gli altri due, che si differenziano da Diego per la loro evidente mancanza di tecnica e classe; essere stato molto volte capocannoniere nel campionato argentino e italiano dimostra questa teoria. E se questo non bastasse, Diego fa giocare il resto della squadra. Guida il gioco, crea la giocate, detta i tempi e molte volte in una sola partita fa passaggi smarcanti per i suoi compagni o giocate nelle quali è chiaro che non si comporta da egoista. Inoltre non ci sono dubbi sul fatto che Diego sia l'idolo, il leader e il punto di riferimento indiscusso di tutte le squadre in cui ha giocato semplicemente per questo, per giocare.

Oltre alle caratteristiche già menzionate, Maradona ha una resistenza fuori dal comune: gli hanno dato calci terribili e nonostante questi continuava ad avere il possesso di palla e continuava a correre, anche se il dolore lo distruggeva. Questo vuol dire essere un duro. Resistenza è anche quando nei momenti difficili si deve prendere in mano la situazione e portare avanti la squadra. Questi sono i requisiti per essere un duro. E pensare che ci sono persone come Hernán Diaz che parlano in televisione e sono dei barbari, e poi quando vengono toccati cadono subito al suolo come se avessero ricevuto 35 pugnalate. Diego ha sempre voluto giocare, basti ricordare il grande numero di partite che non era in condizioni di giocare ed entrò comunque nello stadio facendo meraviglie; ricordate quando ci ha portati alla finale del mondiale di Italia 90 con una caviglia distrutta o la Copa America del 1987 quando, anche se infortunato, fece un tiro straordinario contro l'Uruguay colpendo la traversa da metà campo.

Ma gli argentini si dimenticano di questo, è incomprensibile, a volte penso e mi riempio di orgoglio al solo pensiero che Diego sia nato nella mia stessa città. Sento un brivido e mi si inumidiscono gli occhi vedendo vecchi video di Maradona che fa cose impossibili in una partita, scorre per il mio corpo un sentimento di ammirazione difficile da spiegare. È la stessa ammirazione che mi ha portato a pagare una cifra altissima per un biglietto allo stadio in una posizione infelice e andare, quando avevo appena 15 anni, fino al quartiere della Boca con alcuni amici solo per vederlo. Maradona è conosciuto in tutto il mondo e tutti gli altri paesi avrebbero dato qualsiasi cosa pur di avere Diego come cittadino. Ma noi argentini maltrattiamo i nostri idoli; è per questo motivo che dobbiamo essergli riconoscenti facendogli un monumento o qualche altra cosa per ricordarlo, o, ancora meglio, che Julio Grondona ritiri una volta per tutte la maglietta numero 10 della nazionale argentina. So che ci sono moltissime persone in tutto il mondo che adorano Diego, senza distinzioni: bianchi e neri, deboli e forti, occidentali e orientali, cattolici e protestanti, tifosi del Boca e del River, qualunque razza, credo, condizione sociale, tutti questi si sono sempre emozionati a ogni partita del Re del Calcio; però ci sono anche alcune persone che non si ricordano o non sanno quello che Diego ha fatto per tutti noi. A tutte quelle persone chiedo di ricordare le seguenti cose e di reagire:

- Ha fatto conoscere calcisticamente l'Argentina nel mondo. Ha riempito il paese di gloria e prestigio negli anni della sua carriera. Inoltre ha fatto conoscere l'Argentina non solo nel calcio: molte persone nel mondo non conoscevano il nostro paese, ma adesso basta solo pronunciare la parola magica "Maradona" perché gli altri inizino a trattarci con un po' più di rispetto e a considerarci importanti.

- Ha umiliato gli inglesi in un modo che sarà ricordato per sempre.

- Nel 1988 Maradona ha rifiutato 100 milioni di dollari per l'Argentina. Sembra che alcuni imprenditori statunitensi gli abbiano offerto questa somma perché si dedicasse alla promozione del calcio negli Stati Uniti in attesa del mondiale del 1994 (che era visto come un grande affare ed erano interessati a coinvolgere la gente), solo dopo aver accettato la cittadinanza statunitense. Secondo le parole di Guillermo Cóppola sulla rivista El Gráfico, Diego non considerò seriamente l'offerta e quando vide che era reale disse: "La nazionalità è un sentimento e i sentimenti non hanno prezzo".

- Nel 1985 disse -e poi lo fece -, che niente e nessuno avrebbero potuto impedirgli di andare a Buenos Aires per giocare con la nazionale contro il Paraguay. Gli imposero di ritornare a Napoli per la partita contro l'Udinese, e ritornò in Italia. Segnò un gol per l'Argentina e due la domenica successiva per il Napoli. Alla fine della partita, fece la doccia, prese un'auto, viaggiò fino a Trieste, noleggiò un aereo e alle nove di sera dello stesso giorno prese l'aereo delle Aerolineas Argentinas da Fiumicino che lo portò di nuovo a per Buenos Aires per giocare poco dopo la partita contro il Cile. In Italia non ci potevano credere. E apprezzarono il suo amore per l'Argentina.

- Fece terminare l'egemonia della ricca e forte Italia del nord mettendo il Napoli, una squadra del sud che quasi tutti gli anni lottava per la salvezza, fra le migliori squadre d'Europa. E pensare che con lui, almeno per alcuni anni, il sud è stato superiore al nord. Una cosa tanto difficile da ottenere, la fece da solo - l'unico giocatore di un certo livello potrebbe essere il brasiliano Careca - e ancora meglio è che con una stessa impresa, un argentino, una volta per tutte, ha dato una lezione al calcio più ricco del mondo.

E se questo non vi fa riflettere abbastanza, pensate che il miglior giocatore di tutti i tempi del gioco più popolare del mondo è nato nella terra degli argentini; per lo meno ringraziate Dio! Imparate a essere orgogliosi di questo e quando andate all'estero ricordate che potete gonfiarvi il petto e vantarvi di avere la stessa nazionalità di Maradona. Nessuno potrà togliermi quest'orgoglio, quello di aver visto il miglior giocatore del mondo: un mito che neanche il tempo potrà vincere, anzi il trascorrere degli anni l'unica cosa che fa è ingigantirlo. Non penso che esista una persona così fredda da non riconoscere quello che ha fatto Diego. Per tutte le cose già dette e per molte altre ancora, io sono sicuro che tutti, assolutamente tutti gli argentini, per quanto possano essere antimaradona (dove quell'anti non è certo per ragioni calcistiche, almeno credo), nel profondo del proprio cuore gli sono e gli saranno sempre riconoscenti. Ma ci sono state molte persone che hanno sfruttato Diego, che hanno usato la sua immagine per riempirsi di fama e potere, che non si interessavano alla sua persona. Sono stufo di tutte quelle persone che dicono di essere suoi amici ma che scomparvero subito quando Diego era in difficoltà: la lista è interminabile. È per questo motivo che con lui sono rimaste poche persone. Ma oltre a tutte queste persone, ne esiste una che non merita rispetto per tutto quello che ha fatto a Diego: César Luis Menotti (tifosi dell'Independiente, convincetevi una volta per tutte che è un bugiardo, non ha ancora capito che c'è una grandissima differenza tra quello che fa e quello che dice), voglio precisare che non sono bilardista, perché non mi piace il suo gioco più volte riconosciuto come non spettacolare e se Bilardo ha ottenuto quello che ha ottenuto con la nazionale è stato perché in quegli anni c'era Maradona. Bisogna sottolineare che ha fatto bene a proteggerlo e a dargli tutti i privilegi necessari. Questo dovrebbe essere un procedimento ovvio e basilare per qualsiasi allenatore che ne capisca di calcio, ma Menotti non solo non lo fece ma addirittura non considerò Diego per il mondiale del 1978, una mancanza di rispetto e inoltre un vantaggio per l'avversario: come si può lasciare Diego fuori dall'avvenimento più importante, non ha senso, tutti hanno un poco di cervello per sapere una cosa così elementare. Lasciare Maradona fuori per la sua inesperienza è una sciocchezza, quando esiste un giocatore con grandi doti calcistiche l'esperienza è la cosa meno importante, se possiede il talento necessario per non avere eventuali problemi in campo, e inoltre più è giovane, migliore sarà il rendimento; Diego lo dimostrò quello stesso anno diventando capocannoniere del campionato Metropolitano. Anche se l'Argentina vinse il mondiale (preferisco pensare per il bene del calcio argentino che la nazionale era davvero la migliore squadra del torneo, però anche così mi rimangono molti dubbi). Menotti ha commesso un peccato contro lo spettacolo e se a questo aggiungiamo le sue continue bugie dovrebbe essere allontanato una volta per tutte dal mondo del calcio.

Concludo con un messaggio per Diego: per favore non lasciarci! Il calcio argentino e mondiale hanno bisogno di te, la Boca ti vuole, tutti ti vogliamo. Anche se già così ci hai dato molto, anche troppo potrei dire, è per questo che rimane una sola cosa da dirti: grazie di tutto Diego, semplicemente grazie.

Isidro Bernabé Santos, República Argentina

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