Napoli e Barcellona

Napoli e Barcellona

 

Risulta evidente quanto Napoli e Barcellona siano unite da una comune somiglianza.
La prima rivive ancora nei fasti della dominazione d'un tempo,
entrambe perse nei colori alle spalle dei loro porti ma
la barceloneta non riuscì ad ammaliarlo
come la partenopea caracciolo.
Scoraggiato veniva dalla terra di catalogna,
il popolo, perso nella sua zazzera,
non se ne accorse quel giorno.
Vestiva di semplicità,
jeans stretto in vita e Buenos Aires nei piedi
scagliò al cielo un pallone e fu delirio
ad eleggerlo messia.
Da allora non è esistito altro dieci,
furono glorie, feste e fughe.
Mai rintanato sull'estrema posillipo
stava tra la sua gente;
è vivo il ricordo di una foto di tre nascosti magari a forcella,
una vasca a conchigia e i Giuliano ai lati.
Loro i principi, lui O' Rè.
Mai si è sentito tale,forse peggio,
alla stregua di un ladro,
una notte è scappato dal proprio regno
rincorso dai fantasmi del suo male.
Nessuno lo ha più dimenticato e
con altri argentini vestiti di speranza
mai è stato confuso.
Come un Dio risorto,
altarini ne ritraggono il viso,
su mille braccia il suo volto è tatuato e
non si contano bambini come lui chiamati.
E' d'estate, su una spiaggia a Barcellona che
senti un napoletano cercare il figlio,
urla un nome sacro e laico, Diego!"


Stefano Lento